Una forte emozione

Corpi intrappolati da cui si percepisce forte emozione, sete di ribellione, desiderio spasmodico di liberarsi, uscire, sentirsi liberi.
L’eccellente tecnica e la scelta di tematiche responsabili di forti contagi emotivi, fanno di Matteo Pugliese, giovane scultore della scena artistica internazionale nato a Milano nel 1969, un artista completo e riconosciuto in tutto il mondo. 

Matteo Pugliese

Matteo Pugliese


Lavora nel suo studio a Milano, ma espone nelle più importanti gallerie di Roma, Hong Kong, Londra e Bruxelles.
Durante l’infanzia vive per anni in Sardegna dove nasce in lui la forte passione per il disegno e la scultura, campi in cui si forma da autodidatta.

Terminati a Cagliari gli studi classici ritorna a Milano per frequentare l’università, e nel 1995 si laurea in lettere moderne all’Università Statale di Milano con una tesi di critica d’arte.
Nel 2001, spinto da alcuni amici, organizza e finanzia la sua prima mostra affittando uno spazio privato nel centro di Milano.
Da lì a un anno e mezzo tiene la prima mostra “ufficiale” presso una galleria di Brera e pochi mesi dopo una personale a Bruxell.
Da allora la sua carriera è in continua salita.
La sua produzione sembra opera di diversi autori, perché da ogni serie è unica ed originale.

Si è fatto conoscere grazie alle sue prime opere di “Extra Moenia”, una serie di corpi classici che fuoriescono dai muri, quasi a volersi liberare da qualcosa che li trattiene, combinazione di un ideale classico di bellezza nella scultura e di sperimentazione contemporanea, trasmettono una grandissima impressione di forza e dinamismo, pronti a scattare per liberarsi dalla loro prigione, ma ha continuato su binari completamente diversi, realizzando statue denominate I “Custodi”, che ha ben poco in comune con la produzione precedente. E così è stato con il progetto “Scarabei” e con tutte le opere successive.
“Ogni serie scaturisce da un aspetto diverso e da un’esigenza diversa del mio carattere», ha affermato lo stesso Matteo Pugliese, rendendo forse più difficile e meno riconoscibile il suo stile, ma dimostrando al contempo la poliedricità di un artista che non smette mai di stupire.

Laura Sgobbi

Matteo Pugliese

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